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Nuova Legge Radon per esercenti attività commerciale aperta al pubblico

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Gli esercenti di attività aperte al Pubblico, devono provvedere, ai sensi della nuova Legge, entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore (16/07/2019), ad avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon da svolgere su base annuale mediante due integrazioni semestrali. La Legge Regionale 8 Luglio 2019 n.13 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso”, prescrive la misura di radon, su tutto il territorio regionale, per tutti i luoghi accessibili al pubblico e per gli edifici strategici tra cui quelli destinati all’istruzione. Per gli edifici strategici di cui al D.M. 14.01.2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e/o attiva. Per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra degli edifici diversi da quelli sopra specificati, e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e/o attiva. La misura può essere effettuata con strumentazione passiva tramite rivelatori a tracce nucleari del tipo Radonalpha-C CR-39 . Per procedere al monitoraggio, sarà necessario estrarre i dispositivi dal plico di spedizione e posizionarli ad una altezza compresa fra circa 1 e 3 metri, in un’area lontana dalle fonti di calore e di ricambio d’aria. La misura verrà determinata come valore medio di concentrazione su un periodo annuale suddiviso in due semestri primaverile-estivo e autunnale-invernale. Al termine delle attività di misura dovrà essere predisposta una relazione tecnica da inviare entro un mese dalla conclusione del rilevamento al comune interessato. In caso di mancata trasmissione del Rapporto di Misura entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge Regionale, il Comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione per dettato di legge della certificazione di agibilità.


Volantino e Legge Regionale 8 luglio 2019 n°13


Ingegnere Prisco Abbate

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Torna la licenza fiscale obbligatoria per gli esercizi di vendita di prodotti alcolici

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La Legge 58/2019, con l'articolo 13 bis ha reintrodotto la licenza fiscale per la vendita di alcolici anche per gli  esercizi che prima ne erano stati esonerati. Per tale effetto, quindi deve considerarsi ripristinato per gli esercizi pubblici, gli esercizi di intrattenimento pubblico, gli esercizi ricettivi e i rifugi alpini che esercitano la vendita di prodotti alcolici, il generale obbligo di denuncia di attivazione oltre che la necessità di munirsi della correlata licenza fiscale rilasciata dall'Ufficio delle dogane e conseguentemente si deve ritenere, in considerazione del mutato assetto normativo, non più vigente il contenuto della direttiva prot. 113015/RU del 9/10/2017. I soggetti che hanno iniziato a operare dalla data della rimozione degli obblighi e quella della loro reintroduzione (ovvero dal 29 agosto 2017 al 29 giugno 2019), devono pertanto procedere a consolidare la loro posizione presentando all’Ufficio delle dogane territorialmente competente, entro il 31 dicembre 2019, la denuncia di attivazione di esercizio di vendita con la quale ha fornito altresì, chiarimenti sugli indirizzi applicativi relativamente a situazioni soggettive già costituitesi.  Ciò in considerazione dell’avvenuta conclusione del procedimento amministrativo instaurato tramite lo Sportello unico (SUAP) per l’avvio dell’attività di vendita al minuto o di somministrazione di alcolici. Analogamente dovranno comportarsi quegli esercenti che avendo effettuato la comunicazione preventiva al SUAP in data anteriore al 29 agosto 2017 non abbiano completato il procedimento tributario di rilascio della licenza per l’intervenuta soppressione dell’obbligo di denuncia. Diversamente, gli operatori in esercizio antecedentemente all’entrata in vigore dell’art. 1, comma 178, della legge n. 124/2017 ed in possesso della licenza fiscale di cui all’art. 63, comma 2, lett. e), del D.Lgs. n. 504/95 non sono tenuti ad alcun ulteriore adempimento, in forza della piena efficacia della licenza in precedenza rilasciata. Qualora tuttavia nel periodo di vigenza della soppressione dell’obbligo di denuncia siano intervenute variazioni nella titolarità dell’esercizio di vendita, l’attuale gestore ne darà tempestiva comunicazione al competente Ufficio delle dogane al fine di procedere all’aggiornamento della licenza di esercizio. Al medesimo Ufficio andranno presentate eventuali richieste di duplicato della licenza fiscale nei casi di smarrimento o distruzione del menzionato atto. Per le attività di vendita avviate dal 30.6.2019, appare utile rammentare che la tabella A allegata al D.Lgs. n. 222/2016 dispone nella Sottosezione 1.10 (richiamata in varie attività della Sezione I, 1. Commercio su area privata e 3. Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande) che la comunicazione da presentare allo Sportello unico all’avvio della vendita al minuto o della somministrazione di alcolici vale quale denuncia ai sensi del D.Lgs. n. 504/95 all’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Tale previsione di rango primario dispone una concentrazione delle fasi d’iniziativa dei distinti procedimenti coinvolti (amministrativo e tributario) producendo l’assorbimento della denuncia di attivazione ex art. 29, comma 2, del D.Lgs. n.504/95 da parte della presentazione della comunicazione preventiva al SUAP, il quale è tenuto alla trasmissione della stessa all’Ufficio delle dogane. Pertanto, qualora l’interessato si avvalga del modulo procedimentale incardinato presso l’autorità comunale non occorre presentare la denuncia all'Agenzia delle Dogane sempreché la suddetta comunicazione sia stata trasmessa all’Ufficio delle dogane territorialmente competente. Ricordiamo che le attività di vendita di prodotti alcolici che avvengono nel corso di sagre, fiere, mostre ed eventi similari a carattere temporaneo e di breve durata, atteso il limitato periodo di svolgimento di tali anifestazioni, rimangono non soggette all’obbligo di denuncia fiscale.



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Ristrutturazioni edilizie: Le agevolazioni fiscali - Richiedi un sopralluogo, un preventivo lavori ed una consulenza specifica

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ristrutturazione-casa-50-65-detrazione-mobili-cucina-2014-tasse-pi-alte-possibiliLa detrazione fiscale delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16 -bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi). Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’IrpefLa detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 23 dicembre 2014) ha prorogato al 31 dicembre 2015 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2016 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare. La legge di stabilità 201 5 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015. A prescindere dalla somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Infine, fino al 31 dicembre 2015 è prevista una detrazione più elevata per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive. La detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2015. L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro. E' prevista una detrazione Irpef anche per gli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati. In particolare, la detrazione si applica nel caso di interventi di ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono, entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori, alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile. Questo termine è stato elevato da 6 a 18 mesi dalla legge di stabilità 2015. ATTENZIONE Anche questa detrazione è stata elevata dal 36 al 50% quando le spese per l’acquisto dell’immobile sono sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 201 5 e spetta entro l’importo massimo di 96.000 euro (invece che 48.000 euro). Dal 2016, infine, la detrazione ritornerà alla misura ordinaria del 36% su un importo massimo di 48.000 euroL’acquirente o l’assegnatario dell’immobile dovrà comunque calcolare la detrazione (del 5036%), indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione.
icon Guida Ristrutturazioni Edilizie 2015
Geometra Prisco Abbate
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Trasparenza e correttezza nelle valutazioni immobiliari: l'importanza degli standard nei Rapporti di Valutazione Immobiliare

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images 2L'Asset Quality Review (AQR) e le nuove normative stanno modificando il settore delle valutazioni immobiliari. Infatti, dall'Asset Quality Review (AQR) e dalle novità legislative in corso è emerso chiaramente che tante cose devono cambiare per quanto riguarda l'approccio delle banche alle valutazioni immobiliari dei collateral. Prima di tutto è indispensabile l'adozione decisa degli standard di valutazione internazionale. La Mortgage Credit Directive (Direttiva del Credito Ipotecario) ne ha previsto tre: l'International Valuation Standards (IVS); gli European Valuation Standards, o gli Standards della Rics. Inoltre, importantissima la dimostrabilità dei dati, questo l'abbiamo visto sia nella Mortgage Credit Directive dove è prevista una chiara responsabilità da parte delle banche, nell'applicazione degli standards di valutazione, punto molto importante perché per la prima volta nella direttiva comunitaria questo concetto esce con tanta rilevanza. Le banche sono responsabili dell'applicazione degli standards sia che gestiscono il processo tramite dei periti interni, sia che lo gestiscono tramite dei valutatori esterni. E' emerso chiaramente nel regolamento 575/2013, dove si prevede che il perito debba documentare il valore di mercato in modo chiaro e trasparente. Tutto ciò è uscito fuori in maniera quasi brutale durante l'Asset Quality Review (AQR), quando alle banche è stato proprio chiesto di dimostrare la bontà del lavoro che era stato svolto, in particolare nell'ambito delle valutazioni immobiliari. Al momento però non tutto è perfetto, sicuramente dal punto di vista della trasparenza del settore della qualità delle valutazioni immobiliari. La disponibilità di un accesso telematico ai prezzi di compravendita sarebbe un'opportunità che renderebbe veramente molto più efficiente il lavoro di chi si occupa di valutazioni immobiliari (quindi un Catasto delle valutazioni immobiliari, validato da tecnici competenti, proprio come da sempre provvedono ed ancora oggi continuano ad aggiornare i geometri, con le variazioni catastali e gli atti geometrici presso il Catasto tenuto dall'Agenzia delle Entrate). Nel momento in cui anche la Mortgage Credit Directive (direttiva sul Credito Ipotecario) ci chiede di elaborare all'interno di ogni stato membro degli standards affidabili di valutazione, l'Italia da questo punto di vista può tranquillamente dire di stare già a posto per quanto riguarda le valutazioni immobiliari per il settore bancario. Questo è stato molto importante all'interno dell'Asset Quality Review, perché la BCE aveva indicato con molta chiarezza gli Standards da adottare, quali gli European Valuation Standards (IVS) e in questo contesto è stato fondamentale che le banche italiane potessero rifarsi alle linee guida, in quanto poi le linee guida a loro volta sono state dichiarate come client agli European Valuation Standards (IVS). Rimane sicuramente ancora qualcosa di molto importante da fare, prima di tutto una compliance (conformità) vera e non soltanto formale, perché purtroppo dichiararsi compliance a delle linee guida è fin troppo facile se poi non ci sono dei controlli. Per il momento in Italia non c'è ancora un processo serio di verifica di una vera compliance. Per l'adozione della Mortgage Credit Directive ci sono forse ancora alcuni punti definire meglio. Uno è quello in cui si dichiara che le banche sono responsabili di adottare delle misure ragionevoli per assicurarsi che gli standards vengano applicati. Questa parola "ragionevoli" già nasconde un certo travaglio da parte del legislatore e sicuramente bisogna andare a capire che cosa significa concretamente. Non è una misura sufficiente quella che il committente richieda al fornitore di dichiarare una compliance alle linee guida, magari dichiararlo una volta per tutte all'interno del contratto. Inoltre vine definito come requisito indispensabile l'indipendenza del perito. Quindi il perito deve essere competente ed indipendente e questo concetto di indipendenza va dichiarato meglio. Tutti questi concetti possono essere applicati in tutte le valutazioni immobiliari. Infatti, il Rapporto Estimativo è una valutazione immobiliare professionale effettuata da un perito dopo un accurato sopralluogo che permette di conoscere il valore di mercato dell'immobile. Conoscere il valore di mercato di un immobile è fondamentale quando si acquista, vende o affitta casa, si richiede un mutuo per l’acquisto di un immobile, si affronta una separazione coniugale o una divisione ereditaria. Il valore di un immobile dipende da diversi elementi, come lo stato di manutenzione, l'esposizione, la presenza di abusi edilizi. Per questo il Rapporto Estimativo, che si basa su un accurato sopralluogo di un Professionista Certificato, consente una compravendita più sicura.

Geometra Prisco Abbate
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CIL e CILA i Moduli Unificati

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omino ingranaggi3La Conferenza Unificata ha approvato i modelli unici semplificati per la Comunicazione di Inizio Lavori (CIL) e la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA) per gli interventi di edilizia libera. I nuovi moduli CIL e CILA unificano e razionalizzano quelli in uso negli ottomila Comuni Italiani e danno attuazione alle semplificazioni del decreto "Sblocca Italia". Si riportano a aseguire i Moduli Unificati per la consultazione e l'utilizzo da parte degli inetressati e dagli stessi tecnici coninvolti nel procedimento di asseverazione e di produzione degli atti tecnici, comunque sempre necessari:

Con legge 11 novembre 2014 n. 164 (G.U. S.O. n. 261 dell’11/11/2014) è stato convertito con modifiche il decreto legge 12 settembre 2014 n. 133 (c.d. Sblocca Italia) recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”. Le modifiche apportate al decreto legge con la legge di conversione, piuttosto corpose, sono in vigore dal 12 novembre; il decreto legge è in vigore dal 13 settembre 2014. 

Nella tabella si propone una sintesi delle principali novità che lo Sbocca Italia approvato apporta alla disciplina dell’edilizia privata e dell’urbanistica.

PRINCIPALI MODIFICHE APPORTATE AL TESTO UNICO :

Manutenzione straordinaria (art. 3, comma 1 lett. b)

È modificata la definizione di manutenzione straordinaria che ora ricomprende anche il frazionamento o l’accorpamento di unità immobiliari con opere e con aumento di carico urbanistico, purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso. Possibilità di frazionare con semplice comunicazione asseverata (C.I.L.A)

Interventi di conservazione (art. 3-bis)

Lo strumento urbanistico individua gli edifici esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione. Il Comune può favorirne nel pubblico interesse, la riqualificazione attraverso forme compensative. Nelle more dell’attuazione del piano il proprietario può eseguire solo interventi conservativi, esclusa la demolizione o ricostruzione salva che non sia giustificata da improrogabili ragioni di ordine statico od igienico sanitario. Nuova categoria tra gli interventi edilizi

Regolamento edilizio unico (art. 4, comma 1-sexies)

Il regolamento edilizio-tipo sarà adottato con un accordo in sede di Conferenza unificata tra il Governo, le regioni e le autonomie locali ed indicherà requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza ed al risparmio energetico. Dovrà essere poi adottato dai Comuni nei termini che saranno fissati dall’accordo.

Manutenzione ordinaria (art. 6, comma 1 lett. a)

Alla manutenzione ordinaria sono ricondotti gli interventi di installazione di pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW

CILA: frazionamenti e accorpamenti (art. 6, comma 2 lett. a)

Sono attuali con CILA gli interventi di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari con opere di manutenzione straordinaria, purché non riguardino parti strutturali. Secondo la nuova definizione di manutenzione straordinaria, è ammessa la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari e del carico urbanistico, nel rispetto della volumetria complessiva degli edifici e dell’originaria destinazione d’uso. (Se l’intervento di aumento o riduzione delle unità immobiliari interessa le strutture è attuabile con SCIA). La contestuale modifica all’art. 17, comma 4 riconduce la manutenzione straordinaria tra gli interventi onerosi per l’incidenza delle sole opere di urbanizzazione, qualora comporti aumento di carico urbanistico e purché ne derivi un aumento della superficie calpestabile. Possibilità di frazionare con semplice Comunicazione Asseverata (C.I.L.A)

CILA: modifiche interne ai fabbricati adibiti ad esercizio di impresa (art. 6, comma 2 lett. e-bis)

Le opere interne ai fabbricati produttivi sono attuabili con CILA, solo se non riguardano parti strutturali. (Nella versione previgente la specificazione non era contenuta e l’interpretazione non era uniforme).

CILA con elaborato di progetto e asseverazione (art. 6, comma 4)

La prescrizione di presentare l’elaborato progettuale a corredo della comunicazione asseverata, cancellata dal decreto legge, è stata reintrodotta con la legge di conversione. Il comma riformulato amplia i contenuti dell’asseverazione a firma di tecnico abilitato, che deve attestare che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati ed al regolamento edilizio vigente,  che non interessano le parti strutturali e che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico.

CIL e CILA: comunicazione di fine lavori per l’aggiornamento catastale (art. 6, comma 5)

La CIL e la CILA integrata dalla comunicazione di fine lavori, è valida anche ai fini dell’aggiornamento catastale ed è tempestivamente inoltrata da parte del Comune ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate. L’aggiornamento catastale comunicato dal Comune (non dal Committente) all’agenzia delle entrate.

CIL e CILA: controlli (art. 6, comma 6)

Alle Regioni è demandato di stabilire la modalità per l’effettuazione dei controlli.(l’art. 17 comma 2-bis dello sblocca Italia stabilisce che le Regioni devono dare attuazione a questa disposizione entro 60 giorni)

CIL e CILA: sanzioni (art. 6, comma 7)

Sale da € 258 ad € 1.000, la sanzione pecuniaria per la mancata presentazione della CIL o della comunicazione asseverata; è ridotta di due terzi se depositata spontaneamente in corso di esecuzione.

Ristrutturazione edilizia soggetta a permesso di costruire (art. 10, comma 1)

Occorre il permesso di costruire per gli interventi di ristrutturazione edilizia che portano ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente, solo se comportano modifiche alla volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti. Non sono invece più assoggettati a permesso invece le modifiche a: numero delle unità immobiliari, volume, prospetti, superfici.
Vedi nuova definizione di  manutenzione straordinaria: frazionamenti ed accorpamenti attuabili con CILA o con SCIA

Permesso di costruire in deroga per interventi privati di ristrutturazione (art. 14, commi 1-bis e 3)

È ammesso il rilascio del permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici per interventi di ristrutturazione edilizia in aree industriali dimesse (eliminata con la conversione in legge la possibilità di deroga anche per gli interventi di ristrutturazione urbanistica). La deroga può riguardare anche le destinazioni d’uso. E’ il Consiglio Comunale (su richiesta del privato) che deve attestare l’interesse pubblico alla deroga. Il mutamento di destinazione d’uso non può comportare aumento della superficie coperta prima dell’intervento di ristrutturazione. Per gli insediamenti commerciali è fatto salvo quanto disposto dall’art. 31, comma 2, del D.L. 201/2011 conv. dalla L. 214/2011.

Permesso di costruire: proroga dei termini di inizio e fine lavori (art. 15, commi 2 e 2-bis)

La proroga dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori può essere accordata, con provvedimento motivato:- per fatti sopravvenuti estranei alla volontà del titolare del permesso;- in considerazione della mole dell’opera da realizzare, delle sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, o di difficoltà tecnico-esecutive emerse successivamente all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. La proroga dei termini di inizio e ultimazione dei lavori è sempre dovuta qualora gli stessi non possano essere iniziati o conclusi per iniziative dell’amministrazione o dell’autorità giudiziaria rivelatesi poi infondate.

Sconti sul contributo di costruzione per interventi di ristrutturazione (art. 16, commi 4 lett. d-bis, 5 e 10)

Ampliati i criteri che devono essere utilizzati per la definizione delle tabelle parametriche. Nel fissare gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, vanno incentivati in particolare nelle aree a maggior densità del costruito, gli interventi di ristrutturazione edilizia, anziché quelli di nuova costruzione. Le Regioni devono stabilire nelle tabelle parametriche, i criteri e le modalità per l’applicazione delle riduzioni; nelle more i Comuni provvedono in via provvisoria con deliberazione del Consiglio Comunale, sulla bade di parametri fissati dal comma 4 dell’at. 16. Per incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente i Comuni possano inoltre deliberare, per gli interventi di ristrutturazione edilizia un costo di costruzione inferiore a quello determinato per le nuove costruzioni. (la ratio è quella della riduzione del consumo del suolo).

Contributo straordinario sul maggior valore generato da variante urbanistica (art. 16, commi 4 lett. d-ter e 4-bis)

Nelle tabelle parametriche, oltre a quanto indicato al punto che precede sulla ristrutturazione, deve essere stabilito il criterio per calcolare il maggior valore di aree od immobili, in conseguenza di variante urbanistica in deroga o con cambio di destinazione d’uso. Almeno il 50% del maggior valore deve essere versato al Comune come contributo straordinario ed è vincolato alla realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto in cui ricade l’intervento. Sono fatte salve diverse disposizioni regionali o degli strumenti urbanistici comunali.

Oneri di urbanizzazione per la manutenzione straordinaria (art. 17, comma 4)

La manutenzione straordinaria con CILA rientra tra gli interventi onerosi per i soli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, se l’intervento comporta aumento del carico urbanistico e purché vi sia aumento della superficie calpestabile.

Riduzione del contributo per la ristrutturazione edilizia (art. 17, comma 4-bis)

I Comuni entro 90 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (e dunque entro il 10/2/2015), per gli interventi di densificazione edilizia, ristrutturazione, recupero e riuso di immobili dismessi o in via di dismissioni, non interessati da varianti, definiscono i criteri e modalità per applicare riduzioni del contributo di costruzione, in misura non inferiore al 20% rispetto alle nuove costruzioni.

Permesso di costruire: maggiori termini per la conclusione del procedimento (art. 20, comma 7)

Eliminato il raddoppio dei termini di istruttoria previsti per i Comuni sopra i 100 mila abitanti. Restano maggiori termini solo per progetti particolarmente complessi secondo motivata risoluzione del responsabile di procedimento.

Segnalazione certificata di inizio attività (art. 22 commi 1, 2 e 2-bis)

L’art. 22 del TUE resta rubricato “Interventi subordinati a denuncia di inizio attività”(d’altronde continua a ricomprendere al comma 3 gli interventi soggetti a DIA (c.d. Superdia) alternativa al permesso di costruire. ). Nei commi 1 e 2 è sostituita la dizione denuncia di inizio attività con segnalazione certificata di inizio attività. Il comma 2-bis aggiunto dispone che le varianti non essenziali al permesso di costruire sono realizzate con SCIA da presentare a fine lavori, fermo l’obbligo di acquisire preventivamente le autorizzazioni/atti di assenso prescritti dalle normative di settore e l’obbligo di realizzare i lavori nel rispetto delle prescrizioni della strumentazione urbanistica.

Mutamento d’uso urbanisticamente rilevante (art. 23-ter)

È mutamento della destinazione d’uso rilevante ogni forma di utilizzo dell’immobile o di singola u.i. diversa da quella originaria, con o senza opere, che comporti il passaggio ad una diversa categoria funzionale tra le cinque seguenti:1) residenziale; 2) turistico-ricettiva;3) produttiva e direzionale;4) commerciale; 4) rurale. La destinazione d’uso di un fabbricato o di unità immobiliari è quella prevalente in termini di superficie utile. Il cambio d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre ammesso. Le Regioni entro il 10 febbraio 2015 adeguano la propria legislazione ai principi della disposizione statale, in mancanza decorso il termine si applica la norma statale.

 

Sostituita la DIA con la SCIA

L’espressione segnalazione certificata di inizio attività sostituisce la DIA ovunque ricorra nel DPR 380/2001 (art. 17, comma 2 dello sblocca Italia).

Permesso di costruire convenzionato (art. 28-bis)

Qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte con una modalità semplificata, è ammesso il rilascio del permesso di costruire convenzionato. La convenzione dovrà fissare gli obblighi del soggetto attuatore, in particolare: la cessione di aree al fine dell’utilizzo di diritti edificatori; la realizzazione di opere di urbanizzazione; le caratteristiche morfologiche degli interventi; la realizzazione di interventi di edilizia residenziale sociale. Gli interventi possono essere attuati per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti, a cui vanno collegati gli oneri, le garanzie e le opere dello stralcio. (questo nuovo articolo risulta inserito impropriamente al titolo IV del DPR 380/2001, dedicato alla vigilanza dell’attività urbanistico-edilizia e alle sanzioni per abusi edilizi)

Sanzioni per mancata demolizione abusi edilizi (art. 31, commi 4-bis, 4-ter, 4-quater)

Introdotte sanzioni pecuniarie amministrative da € 2.000 a € 20.000 per la mancata ottemperanza all’ordine di demolizione per interventi in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali.I Comuni destinano i proventi al ripristino di opere abusive e all’acquisizione e attrezzature di aree di verde pubblico. La mancata applicazione delle sanzioni costituisce responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile. Le Regioni possono aumentare l’importo delle sanzioni e prevederne la reiterabilità se permane l’inottemperanza. Responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile per i funzionari che ritardano od omettono il provvedimento sanzionatorio.

Infrastrutturazione digitale degli edifici (art. 135-bis)

Tutti gli edifici di nuova costruzione o soggetti ad opere di ristrutturazione che necessitano di permesso di costruire ai sensi dell’art. 10 del TUE, devono essere equipaggiati da un punto di accesso per le reti cablate in fibra ottica a banda ultralarga. L’obbligo scatta per le domande di permesso presentate dopo il 1/7/2015.

Altre modifiche di rilevanza per l’attività urbanistico – edilizia

Opere di urbanizzazione primaria (art. 4 L. 847/1964)

L’art. 6, comma 3-bis introdotto con la legge di conversione del D.L. “sblocca Italia”inserisce tra le opere di urbanizzazione primaria di cui all’art. 4 L. 847/1964, le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione del Codice delle comunicazioni elettroniche D.lgs. 259/2003 artt. 87 e 88 e le opere di infrastrutturazione per la realizzazione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in grado di fornire servizi di accesso a banda ultralarga effettuate anche all’interno degli edifici.

Deroga all’autorizzazione paesaggistica

La conversione in legge del decreto “sblocca Italia” conferma all’art. 6 comma 4l’esclusione dall’autorizzazione paesaggistica per l’installazione e modifica di impianti radioelettrici, da eseguire su edifici e tralicci preesistenti che comportino realizzazione di pali di supporto per antenne di altezza non superiore a 1,5 metri e superficie delle medesime antenne non superiore a 0,5 metri quadrati.

Autorizzazione paesaggistica – modifiche all’art. 146, comma 9 del D.lgs. 42/2004

La modifica apportata dall’art. 25 rende più celere il procedimento in quanto prevede chedecorsi 60 giorni dalla ricezione degli atti da parte del Soprintendente senza che questi si esprima., l’Amministrazione competente provvede comunque sulla domanda(E’ stata eliminata la facoltà attribuita all’Amministrazione competente di convocare la conferenza di servizi qualora il Soprintendente non emetta nei termini il parere. Va finalmente in porto la modifica che era già contenuta sia nel D.L. 69/2013 e sia nel D.L. 83/2014, poi cassata con la rispettiva legge di conversione).

Piani attuativi  (art. 28 L. 1150/1942)attuabili per stralci-Potere sostitutivo

Attuabili per stralci funzionali e per fasi e tempi distinti. La convenzione urbanistica dovrà quantificare gli oneri e opere di urbanizzazione e relative garanzie per l’attuazione parziale (art. 17, comma 4 dello sblocca ItaliaLe Regioni devono stabilire con legge ilpotere sostitutivo attivabile qualora decorrano i termini assegnati ai Comuni per l’adozione dei piani (art. 17, comma 3 dello sblocca Italia).

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