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Chiarimenti sul pasticcio RADON

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Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la proroga relativa all’applicazione della legge regionale sulle emissioni di gas RADON.

Al momento la normativa italiana (D.Lgs. 17.03.1995, n°230, modificato dal D.Lgs. 26.05.2000, n°241) prevede l’obbligo di determinazione l’esposizione al gas RADON solo per gli esercenti di attività lavorative (incluse le scuole) durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico sono esposte in particolari luoghi di lavoro quali tunnel, sottovie, catacombe, grotte e, comunque, in tutti i luoghi di lavoro sotterranei (interrati e/o seminterrati).
Il limite, detto livello di azione, per tali ambienti di lavoro è di 500 Bq/m3, superato il quale “l’esercente pone in essere azioni di rimedio idonee a ridurre le grandezze misurate al di sotto del predetto livello”.
Inoltre, in attuazione agli articoli 17 e 28 del D.Lgs. del 09.04.2008, n°81. (c.d. Testo unico della Sicurezza sul lavoro), il datore di lavoro è tenuto alla valutazione di tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro di natura: fisica, chimica, biologica, ecc.
Con la Legge Regionale Campania del 04.12.2019, n°26, che ha modificato la Legge Regionale Campania del 08.07.2019, n°13 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso”, il Consiglio Regionale della Campania, nella seduta del 27 novembre, ha sospeso i termini per gli adempimenti della legge regionale n°13/2019 fino alla emanazione dei decreti attuativi previsti dalla legge delega nazionale n°117 del 04.10.2019, ma nel contempo non ha abrogato la legge e, quindi, l’articolo 4 (Livelli limite di concentrazione per gli edifici esistenti), anzi ha provveduto ad abbassare ulteriormente il livello limite di riferimento previsto dalla normativa nazionale da 500 Bq/m3 a 300 Bq/m3.
La Legge Regionale Campania 08.07.2019, n°13, così come modificata, con la sola sospensione dei termini rende ancora più attuale, sia la normativa del D.Lgs. 17.03.1995, n°230, modificato dal D.Lgs. 26.05.2000, n°241, sia gli articoli 17 e 28 del D.Lgs. del 09.04.2008, n°81.
In sostanza, se precedentemente alla Legge Regionale Campania del 08.07.2019, n°13 l’assenza del monitoraggio RADON era sanzionabile per determinate casistiche solo da parte dalle U.O.P.C. e S.P.S.A.L. delle A.S.L., attualmente, non solo sono state allargate le casistiche degli immobili e dei livelli di piano assoggettati al monitoraggio RADON, così come specificate dalle lettere a) e b) dall’art. 4 della legge regionale approvata e vigente, ma gli stessi Uffici Tecnici Comunali e SUAP sono stati obbligati alla verifica, nonché alla vigilanza ai sensi dell’art. 27 del D.P.R. 06.05.2001, n°380, sull’avvenuto inizio, oppure sull’avvenuta conclusione del monitoraggio RADON, da parte degli esercenti attività (art. 4 della L.R.), oppure al momento della presentazione di un nuovo progetto edilizio e Segnalazione Certificata di Agibilità (art. 3 della L.R.), ecc.
In conclusione, le leggi nazionali e soprattutto la stessa Legge Regionale Campania del 08.07.2019, n°13, di cui non è stato assolutamente abrogato l’articolo 4 (Livelli limite di concentrazione per gli edifici esistenti) ha lasciato in essere, in Regione Campania, la necessità di verificare il livello limite di riferimento previsto dalla normativa regionale a 300 Bq/m3 di concentrazione del gas RADON, ai fini della validità della certificazione dell’agibilità degli esercenti attività (art. 4 comma 2 e 3 della Legge Regionale 8 luglio 2019, n. 13, così come modificata dalla Legge Regionale del 4 dicembre 2019, n. 26).
Il gas RADON costituisce, in Italia, la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo di tabacco. Dal RADON è possibile difendersi attraverso la messa in atto di azioni di risanamento e prevenzione a livello degli edifici, i quali non possono prescindere dalla mappatura del territorio e dall’esecuzione di un adeguato monitoraggio ambientale, così come da una corretta informazione al cittadino sulla natura del rischio e sulle azioni di tutela.
Naturalmente la concentrazione può essere riscontrata a mezzo di rilevazione (attiva/passiva).

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Nuova Legge Radon per esercenti attività commerciale aperta al pubblico

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Gli esercenti di attività aperte al Pubblico, devono provvedere, ai sensi della nuova Legge, entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore (16/07/2019), ad avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas radon da svolgere su base annuale mediante due integrazioni semestrali. La Legge Regionale 8 Luglio 2019 n.13 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato chiuso”, prescrive la misura di radon, su tutto il territorio regionale, per tutti i luoghi accessibili al pubblico e per gli edifici strategici tra cui quelli destinati all’istruzione. Per gli edifici strategici di cui al D.M. 14.01.2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso, e in tutti i locali dell’immobile interessato, non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e/o attiva. Per gli interrati, seminterrati e locali a piano terra degli edifici diversi da quelli sopra specificati, e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare i 300 Bq/mc, misurato con strumentazione passiva e/o attiva. La misura può essere effettuata con strumentazione passiva tramite rivelatori a tracce nucleari del tipo Radonalpha-C CR-39 . Per procedere al monitoraggio, sarà necessario estrarre i dispositivi dal plico di spedizione e posizionarli ad una altezza compresa fra circa 1 e 3 metri, in un’area lontana dalle fonti di calore e di ricambio d’aria. La misura verrà determinata come valore medio di concentrazione su un periodo annuale suddiviso in due semestri primaverile-estivo e autunnale-invernale. Al termine delle attività di misura dovrà essere predisposta una relazione tecnica da inviare entro un mese dalla conclusione del rilevamento al comune interessato. In caso di mancata trasmissione del Rapporto di Misura entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge Regionale, il Comune provvede a intimare con ordinanza la trasmissione delle misurazioni svolte, concedendo un termine non superiore a trenta giorni, la cui eventuale e infruttuosa scadenza comporta la sospensione per dettato di legge della certificazione di agibilità.


Volantino e Legge Regionale 8 luglio 2019 n°13


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Torna la licenza fiscale obbligatoria per gli esercizi di vendita di prodotti alcolici

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La Legge 58/2019, con l'articolo 13 bis ha reintrodotto la licenza fiscale per la vendita di alcolici anche per gli  esercizi che prima ne erano stati esonerati. Per tale effetto, quindi deve considerarsi ripristinato per gli esercizi pubblici, gli esercizi di intrattenimento pubblico, gli esercizi ricettivi e i rifugi alpini che esercitano la vendita di prodotti alcolici, il generale obbligo di denuncia di attivazione oltre che la necessità di munirsi della correlata licenza fiscale rilasciata dall'Ufficio delle dogane e conseguentemente si deve ritenere, in considerazione del mutato assetto normativo, non più vigente il contenuto della direttiva prot. 113015/RU del 9/10/2017. I soggetti che hanno iniziato a operare dalla data della rimozione degli obblighi e quella della loro reintroduzione (ovvero dal 29 agosto 2017 al 29 giugno 2019), devono pertanto procedere a consolidare la loro posizione presentando all’Ufficio delle dogane territorialmente competente, entro il 31 dicembre 2019, la denuncia di attivazione di esercizio di vendita con la quale ha fornito altresì, chiarimenti sugli indirizzi applicativi relativamente a situazioni soggettive già costituitesi.  Ciò in considerazione dell’avvenuta conclusione del procedimento amministrativo instaurato tramite lo Sportello unico (SUAP) per l’avvio dell’attività di vendita al minuto o di somministrazione di alcolici. Analogamente dovranno comportarsi quegli esercenti che avendo effettuato la comunicazione preventiva al SUAP in data anteriore al 29 agosto 2017 non abbiano completato il procedimento tributario di rilascio della licenza per l’intervenuta soppressione dell’obbligo di denuncia. Diversamente, gli operatori in esercizio antecedentemente all’entrata in vigore dell’art. 1, comma 178, della legge n. 124/2017 ed in possesso della licenza fiscale di cui all’art. 63, comma 2, lett. e), del D.Lgs. n. 504/95 non sono tenuti ad alcun ulteriore adempimento, in forza della piena efficacia della licenza in precedenza rilasciata. Qualora tuttavia nel periodo di vigenza della soppressione dell’obbligo di denuncia siano intervenute variazioni nella titolarità dell’esercizio di vendita, l’attuale gestore ne darà tempestiva comunicazione al competente Ufficio delle dogane al fine di procedere all’aggiornamento della licenza di esercizio. Al medesimo Ufficio andranno presentate eventuali richieste di duplicato della licenza fiscale nei casi di smarrimento o distruzione del menzionato atto. Per le attività di vendita avviate dal 30.6.2019, appare utile rammentare che la tabella A allegata al D.Lgs. n. 222/2016 dispone nella Sottosezione 1.10 (richiamata in varie attività della Sezione I, 1. Commercio su area privata e 3. Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande) che la comunicazione da presentare allo Sportello unico all’avvio della vendita al minuto o della somministrazione di alcolici vale quale denuncia ai sensi del D.Lgs. n. 504/95 all’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Tale previsione di rango primario dispone una concentrazione delle fasi d’iniziativa dei distinti procedimenti coinvolti (amministrativo e tributario) producendo l’assorbimento della denuncia di attivazione ex art. 29, comma 2, del D.Lgs. n.504/95 da parte della presentazione della comunicazione preventiva al SUAP, il quale è tenuto alla trasmissione della stessa all’Ufficio delle dogane. Pertanto, qualora l’interessato si avvalga del modulo procedimentale incardinato presso l’autorità comunale non occorre presentare la denuncia all'Agenzia delle Dogane sempreché la suddetta comunicazione sia stata trasmessa all’Ufficio delle dogane territorialmente competente. Ricordiamo che le attività di vendita di prodotti alcolici che avvengono nel corso di sagre, fiere, mostre ed eventi similari a carattere temporaneo e di breve durata, atteso il limitato periodo di svolgimento di tali anifestazioni, rimangono non soggette all’obbligo di denuncia fiscale.



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Ristrutturazioni edilizie: Le agevolazioni fiscali - Richiedi un sopralluogo, un preventivo lavori ed una consulenza specifica

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ristrutturazione-casa-50-65-detrazione-mobili-cucina-2014-tasse-pi-alte-possibiliLa detrazione fiscale delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16 -bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi). Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’IrpefLa detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 23 dicembre 2014) ha prorogato al 31 dicembre 2015 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2016 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare. La legge di stabilità 201 5 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015. A prescindere dalla somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Infine, fino al 31 dicembre 2015 è prevista una detrazione più elevata per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive. La detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2015. L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro. E' prevista una detrazione Irpef anche per gli acquisti di fabbricati, a uso abitativo, ristrutturati. In particolare, la detrazione si applica nel caso di interventi di ristrutturazione riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono, entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori, alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile. Questo termine è stato elevato da 6 a 18 mesi dalla legge di stabilità 2015. ATTENZIONE Anche questa detrazione è stata elevata dal 36 al 50% quando le spese per l’acquisto dell’immobile sono sostenute nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 201 5 e spetta entro l’importo massimo di 96.000 euro (invece che 48.000 euro). Dal 2016, infine, la detrazione ritornerà alla misura ordinaria del 36% su un importo massimo di 48.000 euroL’acquirente o l’assegnatario dell’immobile dovrà comunque calcolare la detrazione (del 5036%), indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione.
icon Guida Ristrutturazioni Edilizie 2015
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Trasparenza e correttezza nelle valutazioni immobiliari: l'importanza degli standard nei Rapporti di Valutazione Immobiliare

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images 2L'Asset Quality Review (AQR) e le nuove normative stanno modificando il settore delle valutazioni immobiliari. Infatti, dall'Asset Quality Review (AQR) e dalle novità legislative in corso è emerso chiaramente che tante cose devono cambiare per quanto riguarda l'approccio delle banche alle valutazioni immobiliari dei collateral. Prima di tutto è indispensabile l'adozione decisa degli standard di valutazione internazionale. La Mortgage Credit Directive (Direttiva del Credito Ipotecario) ne ha previsto tre: l'International Valuation Standards (IVS); gli European Valuation Standards, o gli Standards della Rics. Inoltre, importantissima la dimostrabilità dei dati, questo l'abbiamo visto sia nella Mortgage Credit Directive dove è prevista una chiara responsabilità da parte delle banche, nell'applicazione degli standards di valutazione, punto molto importante perché per la prima volta nella direttiva comunitaria questo concetto esce con tanta rilevanza. Le banche sono responsabili dell'applicazione degli standards sia che gestiscono il processo tramite dei periti interni, sia che lo gestiscono tramite dei valutatori esterni. E' emerso chiaramente nel regolamento 575/2013, dove si prevede che il perito debba documentare il valore di mercato in modo chiaro e trasparente. Tutto ciò è uscito fuori in maniera quasi brutale durante l'Asset Quality Review (AQR), quando alle banche è stato proprio chiesto di dimostrare la bontà del lavoro che era stato svolto, in particolare nell'ambito delle valutazioni immobiliari. Al momento però non tutto è perfetto, sicuramente dal punto di vista della trasparenza del settore della qualità delle valutazioni immobiliari. La disponibilità di un accesso telematico ai prezzi di compravendita sarebbe un'opportunità che renderebbe veramente molto più efficiente il lavoro di chi si occupa di valutazioni immobiliari (quindi un Catasto delle valutazioni immobiliari, validato da tecnici competenti, proprio come da sempre provvedono ed ancora oggi continuano ad aggiornare i geometri, con le variazioni catastali e gli atti geometrici presso il Catasto tenuto dall'Agenzia delle Entrate). Nel momento in cui anche la Mortgage Credit Directive (direttiva sul Credito Ipotecario) ci chiede di elaborare all'interno di ogni stato membro degli standards affidabili di valutazione, l'Italia da questo punto di vista può tranquillamente dire di stare già a posto per quanto riguarda le valutazioni immobiliari per il settore bancario. Questo è stato molto importante all'interno dell'Asset Quality Review, perché la BCE aveva indicato con molta chiarezza gli Standards da adottare, quali gli European Valuation Standards (IVS) e in questo contesto è stato fondamentale che le banche italiane potessero rifarsi alle linee guida, in quanto poi le linee guida a loro volta sono state dichiarate come client agli European Valuation Standards (IVS). Rimane sicuramente ancora qualcosa di molto importante da fare, prima di tutto una compliance (conformità) vera e non soltanto formale, perché purtroppo dichiararsi compliance a delle linee guida è fin troppo facile se poi non ci sono dei controlli. Per il momento in Italia non c'è ancora un processo serio di verifica di una vera compliance. Per l'adozione della Mortgage Credit Directive ci sono forse ancora alcuni punti definire meglio. Uno è quello in cui si dichiara che le banche sono responsabili di adottare delle misure ragionevoli per assicurarsi che gli standards vengano applicati. Questa parola "ragionevoli" già nasconde un certo travaglio da parte del legislatore e sicuramente bisogna andare a capire che cosa significa concretamente. Non è una misura sufficiente quella che il committente richieda al fornitore di dichiarare una compliance alle linee guida, magari dichiararlo una volta per tutte all'interno del contratto. Inoltre vine definito come requisito indispensabile l'indipendenza del perito. Quindi il perito deve essere competente ed indipendente e questo concetto di indipendenza va dichiarato meglio. Tutti questi concetti possono essere applicati in tutte le valutazioni immobiliari. Infatti, il Rapporto Estimativo è una valutazione immobiliare professionale effettuata da un perito dopo un accurato sopralluogo che permette di conoscere il valore di mercato dell'immobile. Conoscere il valore di mercato di un immobile è fondamentale quando si acquista, vende o affitta casa, si richiede un mutuo per l’acquisto di un immobile, si affronta una separazione coniugale o una divisione ereditaria. Il valore di un immobile dipende da diversi elementi, come lo stato di manutenzione, l'esposizione, la presenza di abusi edilizi. Per questo il Rapporto Estimativo, che si basa su un accurato sopralluogo di un Professionista Certificato, consente una compravendita più sicura.

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